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Incendiano l'azienda per ottenere i soldi dell'assicurazione, a Treviso. Frode da 2 milioni di €

Denunciati il responsabile legale della società e sua madre, dipendente della ditta



hanno incendiato l'azienda per riscuotere dall'assicurazione, 2 milioni di euro per i danni ma la frode messa in atto dai due indagati è stata scoperta dai finanzieri e dai carabinieri trevigiani.


E nei confronti del responsabile legale della società e della madre che è anche dipendente della stessa azienda, è scattata immediatamente la denuncia per incendio doloso e, al primo, anche per frode assicurativa.

I dubbi sull'incendio, poi la frode smascherata

L'incendio ha inghiottito l'azienda all'inizio del 2022 e dai primi accertamenti dei vigili del fuoco è emerso che era stato appiccato in maniera dolosa. Così gli investigatori hanno voluto approfondire la questione e hanno dato all'autorità giudiziaria un quadro preciso su quanto realmente accaduto verificando che dietro al devastante incendio, che ha causato la distruzione di un edificio di un'azienda trevigiana e della merce stoccata, si nascondeva, in realtà, il tentativo di realizzare una rilevante truffa assicurativa. I pompieri hanno accertato che l'incendio sia stato appiccato, in orario serale, all'interno degli uffici amministrativi dell'azienda mediante l'utilizzo di un liquido accelerante che ha causato la combustione di quanto contenuto all'interno e lo scoppio della vetrata che separava gli uffici dal magazzino, con propagazione delle fiamme a due serbatoi, contenenti liquido altamente infiammabile, che erano stati appositamente depositati nel pomeriggio, dopo l'uscita dei dipendenti. I carabinieri di Montebelluna hanno poi effettuato riscontri, acquisito testimonianze, visionato filmati e analizzato tabulati telefonici, che hanno permesso di collocare la presenza dei due indagati nei pressi dell'azienda quando si è verificato l'incendio. I finanzieri di Treviso hanno svolto accertamenti economico-finanziari in merito alle ragioni che avrebbero potuto giustificare una simile condotta, scoprendo che, entro un anno dall'evento, sarebbe andata in scadenza la rata di riscatto del contratto di leasing dell'immobile incendiato, pagamento che non si sarebbe potuto onorare se non attraverso un indennizzo assicurativo che avrebbe anche garantito nuovi macchinari, arredi e attrezzature.

 
 
 

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