Gli italiani e il risparmio 2026: si risparmia per proteggersi, ma basta?
Il 30 ottobre si è celebrata la 102ª Giornata Mondiale del Risparmio e, come ogni anno, Acri e Ipsos Doxa hanno presentato l'indagine "Gli italiani e il risparmio", giunta alla 26ª edizione. Il tema del 2026 è "Il risparmio nella società che cambia". Abbiamo letto il rapporto e selezionato i dati che riguardano più da vicino la protezione della famiglia.
Risparmiare oggi significa soprattutto proteggersi
Per il 77% degli intervistati il risparmio è prima di tutto una forma di tutela per il singolo. Alla domanda sul perché sarà sempre più importante mettere da parte qualcosa nei prossimi anni, il 55% cita motivi legati ai momenti difficili e alla sicurezza (imprevisti, periodi senza reddito, non dipendere dai familiari) e il 39% motivi legati a compensare le carenze del welfare.
Il risparmio, insomma, ha assunto una funzione più difensiva rispetto alle generazioni precedenti: non è più solo una buona abitudine, ma un cuscinetto contro le incertezze.
Sanità e assistenza: dove il welfare pubblico non basta
Quando si chiede per quali bisogni il risparmio delle famiglie dovrà sempre più integrare quello che oggi copre lo Stato, le risposte sono chiare:
45% sanità e cure mediche (visite private, esami, interventi);
25% assistenza a lungo termine per anziani e non autosufficienti (badanti, RSA);
25% integrazione delle pensioni pubbliche.
Tra chi guarda al futuro con preoccupazione, il 34% teme proprio di non avere risorse sufficienti per far fronte a bisogni di cura e assistenza.
Imprevisti: 1.000 euro sì, 10.000 euro molto meno
Il 76% delle famiglie dichiara di poter affrontare con risorse proprie una spesa imprevista di 1.000 euro. Ma se l'imprevisto sale a 10.000 euro la quota scende al 36%. In altre parole, quasi due famiglie su tre non riuscirebbero a coprire da sole un evento importante: un intervento, un danno grave alla casa, un incidente.
Pensione: 2 lavoratori su 3 sono preoccupati
Il 66% degli occupati si dice preoccupato per il proprio futuro economico dopo il pensionamento. Eppure solo il 16% ha già sottoscritto un fondo pensione o una pensione integrativa, mentre un altro 29% dichiara che la prenderebbe in considerazione.
Cosa significa per la tua famiglia
I numeri raccontano un'Italia che risparmia per sentirsi al sicuro, ma che spesso tiene i soldi fermi sul conto e si scopre scoperta proprio davanti agli eventi più costosi. Il risparmio è fondamentale, però da solo difficilmente basta: alcuni rischi si gestiscono meglio trasferendoli a una polizza, a fronte di un costo certo e programmabile.
Spese mediche: una polizza salute può coprire visite, esami e interventi privati;
Non autosufficienza: le coperture long term care (LTC) prevedono una rendita o un rimborso in caso di perdita dell'autonomia;
Infortuni: un indennizzo per invalidità o inabilità temporanea protegge il reddito familiare;
Casa e responsabilità civile: un danno grave all'abitazione o a terzi è proprio l'imprevisto da 10.000 euro che la maggior parte delle famiglie non riesce a sostenere;
Previdenza integrativa: per colmare la distanza tra l'ultimo stipendio e la pensione pubblica.
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Fonte: 26ª Indagine Acri-Ipsos Doxa "Gli italiani e il risparmio - Il risparmio nella società che cambia", circa 1.000 interviste a un campione rappresentativo della popolazione adulta, realizzate dal 17 settembre al 1° ottobre 2026. Rapporto disponibile sul sito acri.it.




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